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Remidi T8: dal Politecnico di Torino al CES di Las Vegas, la musica è in punta di dita

Un team di ragazzi italiani ha fatto della propria passione un lavoro, e con Remidi T8 promette di mettere la musica nelle vostre mani

#guanti #dj #audio

A chi non è mai capitato di tamburellare con le dita al ritmo della propria canzone preferita? O di suonare un pianoforte immaginario? Che ci crediate o no, un musicista lo fa ancora più spesso, anche se non ha il proprio strumento sottomano.
Chiedete ad un chitarrista blues il proprio segreto, e vi risponderà che “il suono è nelle dita”: è qui che un gruppo di ragazzi di Torino ha dato vita all’idea che, proprio come Re Mid che trasforma in oro ciò che tocca, permette a chi suona e compone di avere la musica sempre nelle dita.

Un’idea che ha entusiasmato musicisti e performer di tutto il mondo: la campagna Kickstarter, ha ottenuto un risultato triplo rispetto all’obiettivo iniziale, in un solo mese. Marco, del team dietro al progetto, ci racconta di Remidi: !

La tecnologia è innovativa quando semplifica la vita; in che modo la vostra idea semplifica quella dei musicisti?
Sicuramente tecnologia e innovazione sono due tra i principali pilastri dell’epoca in cui viviamo, siamo ormai abituati ad avere tutte le informazioni a portata di mano, direttamente nella propria tasca. Quando abbiamo iniziato a lavorare al progetto Remidi abbiamo pensato a quanto fosse comune ed intuitivo tamburellare con le proprie dita un ritmo o una melodia. Da qui l’idea di un guanto che possa trasformare ogni singolo movimento della mano in un suono, in un riff di chitarra, un colpo di kick o in un nostalgico synth anni ‘80.

Quanto del progetto Remidi vi riflette come persone? Parlateci del vostro rapporto con la musica e di come questo ha influenzato l’idea.
Il progetto ha l’ambizione di rivoluzionare l’approccio alla musica, osando e di non tirandosi indietro nelle sfide. Metà di noi aveva un lavoro sicuro in altre aziende che abbiamo lasciato per inseguire questo sogno e l’altra metà si buttata a capofitto nel progetto dal day one, credo che Remidi ci rappresenti perfettamente. Siamo un team eterogeneo e non tutti sono musicisti. Personalmente ho sempre avuto un profondo rapporto con la musica, ho iniziato a suonare la chitarra sin da piccolo sognando di diventare una rockstar. Col passare degli anni ho capito che non sarebbe successo, ed ho iniziato ad andare a quanti più concerti e festival potessi. La musica mi ha accompagnato in tutte le fasi della mia vita, e quando Andrea un giorno mi parlò dell’idea di un guanto per fare musica non potevo che tuffarmi in quest’avventura. Prima di dedicarmi a tempo pieno al progetto lavoravo come ingegnere in Maserati e mi ero promesso che entro i 30 anni avrei fatto della mia passione il mio lavoro. Andrea, invece, ha un passato come Dj e produttore ed è proprio grazie alla sua esperienza sui palchi ed in studio che ha concepito l’idea di un guanto come midi controller. L’idea è quella di dar fisicità nelle performance live e di raggiungere nuovi livelli di intuitività durante il lavoro a casa e in studio. Sviluppando il prototipo ci siamo resi conto delle sue molteplici applicazioni anche al di fuori della musica, il forte legame con la realtà virtuale, per esempio, è evidente.

Da qui l’idea di un guanto che possa trasformare ogni singolo movimento della mano in un suono, in un riff di chitarra, un colpo di kick o in un nostalgico synth anni ‘80

Marco Casolati - Ex chitarrista e co-creatore di Remidi T8



Dal Politecnico di Torino al CES di Las Vegas la strada è lunga… oppure no? Credete davvero che Internet metta pochi ragazzi sullo stesso piano di un brand storico?

Sicuramente la strada è lunga e non senza ostacoli, per fortuna abbiamo avuto fin da subito bellissimi feedback riguardo al progetto che ci hanno sostenuto ed incoraggiato. La vera svolta è avvenuta quando siamo stati selezionati all’interno del programma di accelerazione di Techstars ad Austin. Il network che mettono a disposizione è a dir poco incredibile e si ha davvero la sensazione che tutto sia raggiungibile con la giusta dose d’impegno e coraggio.
Il percorso di Techstars ci ha formati e preparati anche per eventi internazionali come il CES o il NAMM di Los Angeles, eventi importantissimi nel panorama delle nuove tecnologie e degli strumenti musicali.
Non pretendiamo di essere messi sullo stesso piano di brand affermati, però l’avvento di Internet ha permesso a cinque ragazzi come noi di essere conosciuti in tutto il mondo. Grazie al crowfunding abbiamo collezionato più di 500 clienti sparsi in tutto il mondo e tramite i vari social abbiamo la possibilità di comunicare con loro a costo zero. Ci rendiamo conto che, anche solo pochi anni fa, tutto questo sarebbe stato impossibile. Quindi si, crediamo che internet dia una possibilità agli sconosciuti di emergere e farsi conoscere ed il fatto di utilizzare lo stesso strumento di comunicazione di brand affermati, in qualche modo, mette tutti sullo stesso piano. Il rovescio della medaglia è che la concorrenza è quindi globale con grandi esempi di eccellenza ed è difficile farsi notare.


Il lato umano della tecnologia: l’innovazione ha un’importanza sempre maggiore nella musica. Siamo già al punto in cui lo strumento conta più di chi lo utilizza? Come musicisti, come vi ponete rispetto a questo?
La musica ha delle regole e strutture ben precise, nel corso degli anni con l’avvento di nuovi strumenti musicali e software si è ampliata la possibilità musicale rendendola anche molto più accessibile. Non credo però che lo strumento conti di più del musicista, penso che viviamo in un’era in cui le macchine creano musica senza bisogno dell’uomo e siamo quindi pronti ad una nuova rivoluzione musicale.
L’avvento degli strumenti musicali elettronici ha rivoluzionato il modo di far musica per come era conosciuta, credo che stiamo per entrare in un’era in cui musica digitale, machine learning e realtà virtuale cambieranno radicalmente le nostre esperienze sonore.
È cambiato davvero tutto, talmente in fretta che scommettere su cosa accadrà fra 5 anni è impossibile.
Il bello però, è che stiamo entrando in un’era in cui la creatività musicale e la vita di tutti i giorni sono sempre meno divisi. Cosa succederebbe se noi stessi, i nostri movimenti ed i nostri pensieri potessero incontrarsi tra loro e generare musica?
Oggi la tecnologia lo rende possibile, bisogna impegnarsi per farlo succedere.






Roberta Mancino e Unieuro. E' arrivato il momento di lanciarsi.

Erica, Darius e Unieuro. E' arrivato il momento di condividere.

LaSabriGamer e Unieuro. E' arrivato il momento di giocare.

Lisa Casali e Unieuro. E' arrivato il momento di cucinare.

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