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NOVITÀ

James Bond. È arrivato il momento di spiare.

L’agente segreto dai gadget più spettacolari della storia cinematografica. Vediamo i più straordinari.

#jamesbond #007 #spy

“Il mio nome è Bond, James Bond”. Un viaggio tra il 1962 e il 2015 attraverso gli avanzatissimi gadget tecnologici dell’Agente 007.

Non bisogna essere appassionati della saga di 007 per ricordare l’enorme potenziale dei gadget tecnologici al limite del fantascientifico realizzati appositamente per la spia al servizio di Sua Maestà più famosa del mondo. Oggi alcuni potrebbero sembrarci obsoleti, ma se andiamo a vedere l’anno del film ci rendiamo conto che potrebbero essere passati più di cinquant’anni.







Innanzi tutto, chi è che li crea? Il responsabile della loro creazione è Q, nome in codice del Maggiore Geofrey Boothroyd, responsabile del Settore Q. Armi, gadget e lussuosissime automobili dotate di inarrivabili device sono la sua specialità. Ogni volta che Q e James Bond, alias Agente 007, si incontrano, gli spettatori sanno di essere di fronte a un momento topico. Da qui in avanti una lista di gadget, uno (a volte di più) per film, che hanno fatto la storia di James Bond e che hanno a volte anticipato o ispirato oggetti tecnologici che usiamo ogni giorno.










Dr. NO - Licenza di uccidere, 1962.
Contatore Geiger. Attraverso questo dispositivo il nostro Sean Connery è in grado di individuare la radioattività durante la sua missione in Giamaica.

From Russia with love - Dalla Russia con amore, 1963.
Cercapersone. Non lo trovate poi così straordinario? Beh, sappiate che il cercapersone non esisteva nel 1963 e che diventò un oggetto abbastanza comune solo negli anni ’80.


Goldfinger - Missione Goldfinger, 1964.
Industrial laser. Forse non è un gadget incredibile, questo laser che taglia la tavola d’oro su cui è tenuto prigioniero Bond, e soprattutto è usato contro la nostra spia preferita, ma la scena in cui lo vediamo in azione è memorabile.

Ti aspetti che io parli? - Mi aspetto che tu muoia.

Bond VS Goldfinger - Scambio di battute di grande effetto




Thunderball - Operazione tuono, 1965.
Jet pack, il classico zaino a razzo che permette di volare. Questo gadget ai tempi esisteva davvero: era stato realizzato dall’esercito, ma aveva dei difetti reali mai sistemati, come permettere a chi lo indossava di volare per un massimo di 20 secondi. Però allora rese grande l’apertura di “Thunderball” con Sean Connery che lo utilizzò per fuggire da una scena del delitto. Rimase talmente tanto forte come immagine, che lo stesso Sean Connery ci scherzò su nel 1993, entrando trionfalmente al David Letterman Show con un finto jet pack.

You only live twice - Si vive solo due volte, 1967.
Dispositivo di video conferenza dentro l’auto.Può non sembrare il massimo della modernità, oggi, nel 2017, ma cinquant’anni fa questo device, soprattutto perché installato all’interno dell’auto sportiva di Bond, era maledettamente innovativo.

On her Majesty’s secret service - Al servizio segreto di Sua Maestà, 1969.
Videocamera miniaturizzata.Qui è George Lazenby, che ha interpretato solo una volta l’agente 007, a provare questa mini camera delle dimensioni degli occhialini da piscina.





Diamonds are forever – Una cascata di diamanti, 1971.
False impronte digitali.Non sono certo un gadget elettronico, ma bisogna dire che la furbizia della nostra spia, che qui torna a essere Sean Connery, tocca dei livelli altissimi. Bond, infatti, è sotto copertura e finge di essere Mr. Peter Frank; Tiffany Case, notare il nome, è una contrabbandiera di diamanti che offre a colui che le si è presentato col nome di Peter Frank (in realtà Bond) un drink, per analizzare le impronte con un rilevatore. Ebbene, le impronte coincidono, perché Bond aveva utilizzato dei sottilissimi cellophane con le impronte di Mr. Frank. Fantastico!





Live and let die – Vivi e lascia morire, 1973.
Pistola con pallottole a gas compresso. Qui è Roger Moore nelle eleganti vesti di James Bond, che ha in dotazione una pistola con pallottole ad aria compressa per uccidere gli squali, ma usa la pallottola per uccidere il suo nemico, facendogliela ingoiare direttamente, realizzando una delle più straordinarie morti cinematografiche.






The man with the golden gun – L’uomo con la pistola d’oro, 1974.
La pistola d’oro. Eh sì, il gadget migliore di questo film non è proprietà di Bond, ma del suo nemico, “Pistols” Scaramanga, interpretato da Christopher Lee. La pistola, fatta completamente del prezioso metallo, si può smontare in varie parti e diventare rispettivamente un portasigari, un accendino, due gemelli e una stilografica, anch’essi d’oro.






The spy who loved me – La spia che mi amava, 1977.
Lotus Esprit. Le auto di Bond, si sa, sono delle bellissime auto sportive, ma una volta rielaborate da Q, diventano esse stesse delle armi fenomenali. In questo film, Moore guida una Lotus Esprit che può andare sott’acqua, dotata di lanciarazzi, sgancio di mine subacquee e spara-cemento posteriore. Cosa volete di più?

Moonraker – Operazione spazio, 1979.
Orologio lancia dardi. Un Seiko, per la precisione, che Moore poteva attivare con un gesto del polso.



For your eyes only – Solo per i tuoi occhi, 1981.
Orologio con ricetrasmittente. Funziona come un walkie-talkie. Non esattamente uno dei gadget più fantasmagorici dell’agente 007, ma in questo film avevano deciso di dare una maggiore parvenza di credibilità al tutto, quindi decisero di rendere più credibili anche i gadget. Per fortuna poi tornarono sui loro passi con gli altri film.







Octupussy – Operazione piovra, 1983.
Qui l’indecisione è alta: citare l’orologio con un tv a cristalli liquidi incorporato o il finto coccodrillo per muoversi indisturbati tra giungla, fiumi e stagni indiani? Decidete voi.





A view to kill – Bersaglio mobile, 1985.
Anello fotografico. Una mini-camera incastonata in un anello, proprio come se fosse una gemma preziosa. Scatta foto in bianco e nero, ma abbastanza nitide per essere utilizzabili dal MI6. Per questo film, d’altra parte, gli sceneggiatori si sbizzarrirono davvero con gadget fantasiosi, come il sottomarino-iceberg, il rasoio elettrico con rilevatore di microchip o gli occhiali a raggi X. Forse alcuni di voi li hanno anche provati. Vi ricordate che venivano venduti nella quarta di copertina di molti giornaletti italiani dell’epoca?





The living daylights – Zona pericolo, 1987.
Aston Martin V8 Vintage. L’automobile del nostro 007 qui è davvero stupefacente: è dotata di sci estraibili, propulsore a razzo, scanner radio, cristalli antiproiettile, missili stinger nei fanali, raggi laser nei coprimozzi, pneumatici a chiodatura estraibile, dispositivo di autodistruzione a timer e proietta informazioni all'interno del parabrezza. Ma c’è un altro gadget che crea una divertente gag tra Bond, che già dal film precedente è Timothy Daltonb, e Q: il Ghetto Blaster. Avete presente quelle enormi radio che i ragazzi del ghetto portavano a spalla?

"Something we’re making for the Americans. It’s called Ghetto Blaster"

Q and James Bond - Zona pericolo, 1987



License to kill - Vendetta privata, 1989.
Fucile di precisione. Troppo semplice? Solo apparentemente, perché la vera finezza è che spara solo se riconosce le impronte digitali del legittimo proprietario.

GoldenEye, 1995.
Orologio con laser. Con il debutto di Pierce Brosnan, arriva un nuovo orologio: un Omega Seamaster Professional dotato di raggio laser in grado di tagliare i metalli, perché la nostra spia del cuore evidentemente non ammazzava solo il tempo.







Tomorrow never dies – Il domani non muore mai, 1997.
Telefono cellulare. Altro che smartphone! Ricordatevi che siamo nel 1997 e analizziamo le funzionalità di questo telefono. Lo schermo è uno scanner che legge e ricrea le impronte digitali, ha un laser, un taser, il telecomando della BMW di Bond incorporato e l’antenna che apre qualsiasi serratura. Per fare il caffè Q si sta ancora attrezzando.





The world is not enough - Il mondo non basta, 1999.
Carta di credito scassinatrice. Che molti ladri odierni si siano ispirati a James Bond quando hanno imparato a forzare le serrature con le carte di credito?

Die another day - La morte può attendere, 2002.
Visore di addestramento a realtà virtuale. Una nuova modalità di formazione degli agenti del MI6 è la realtà virtuale. Primi 2000, eppure così attuale.

Casino Royale, 2006.
Microspia sottocutanea. Ce ne sono di due tipi: quella iniettata nel corpo di Bond, per la prima volta Daniel Craig, che permette di monitorare in continuazione la sua posizione sul pianeta; e quella che permette di visualizzare i nemici, ma che servirà anche per ascoltare le loro conversazioni.







Quantum of Solace, 2008.
Tavolo multi touch. M, qui interpretata da Judi Dench, possiede questo incredibile schermo multi touch delle dimensioni di un grosso tavolo, dove muove virtualmente i documenti, li copia, li ordina, li invia, dà i comandi. Un oggetto al di là di ogni immaginazione, che chiunque vorrebbe possedere.











Spectre, 2015.
Sedia del dentista. Usata da Spectre contro Bond, questa speciale poltrona, simile a quella del dentista, ha due trapani e un monitor a raggi X. Restiamo in attesa di tutti i gadget ancora in arrivo.






Remidi T8 e Unieuro. E' arrivato il momento di suonare.

Slaps and Beans e Unieuro. E' arrivato il momento di una sana scazzottata.

James Bond. È arrivato il momento di spiare.

Alexis Ohanian. È arrivato il momento di vincere internet.

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